Questo mio primo articolo del blog lo avrei intitolato “Giù le mani dai sogni” poi, per ragioni di SEO, ho preferito il titolo che hai appena letto.

Ho deciso di iniziare questo mio blog con articoli che riguardano la dispersione scolastica, piaga sociale molto seria, per dare il mio contributo con consigli pratici e spunti di riflessione per giovani, genitori, insegnanti. Questo articolo nello specifico è scritto rivolto a genitori e insegnanti perché siamo noi che spesso anche in buona fede rischiamo di diventare i ladri di sogni di cui parlo nel titolo.

Essendo questo il mio primo articolo mi presento brevemente, così che tu possa capire “da che pulpito viene la predica”. Sono un coach professionista e da qualche anno mi dedico principalmente ad aiutare ragazzi a trovare la propria strada, ritrovare la motivazione e il ritmo, e districarsi tra mille offerte formative e di lavoro. La cosa che mi piace più fare, oltre alle sessioni individuali, sono gli eventi per le scuole, perché credo che ci siano molti ragazzi che hanno bisogno di un aiuto e non sempre possono permettersi un coach personale. Detto questo, il mio metodo (Metodo PONTE©) orienta e per forza di cose aiuta a prevenire la dispersione scolastica perché, non solo secondo me, un ragazzo che ha capito e scelto la propria strada, con i giusti strumenti porterà a compimento il proprio percorso. Di contro, un ragazzo che non ha chiaro cosa fare e nemmeno come scegliere, come decidere del proprio futuro, sarà in balia di alternative non sempre “sane”, e rischierà maggiormente di abbandonare.

In questi anni a stretto contatto con giovani, famiglie, scuole ho notato che ci sono anche cause della dispersione scolastica meno monitorate ma altrettanto pericolose. Quelle cause che difficilmente emergono sui banchi di scuola o dalle pagelle.

In questo articolo ci tengo a parlare dei LADRI DI SOGNI, ma per farlo e togliere ogni dubbio che potrebbe venirti ci tenfo a precisare che il  mandra che ripeto sempre, ai ragazzi nelle sessioni individuali, nelle classi, nei teatri e aule magne è questo “Sogna in grande, impegnati per i tuoi sogni, datti il tempo per raggiungerli”. Le parole chiave sono sogni, impegno, tempo. Non sono di certo un motivatore che alimenta gli animi, gasa gli entusiasmi e racconta favole! Impegno e tempo sono fondamentali per chiudere il cerchio, perché i sogni non rimangano illusioni. A tal proposito noi italiani dobbiamo farci un esame di coscienza perché, a guardare tra i nostri dizionari, troviamo molte definizioni negative di sogni e sognatori. Nella maggior parte dei casi sognatore è descritto come illuso, persona scollegata dalla realtà che vive di illusioni. Beh, scusate, che insegnamento orribile! L’unica vera definizione di sognatore che condivido e insegno è questa “un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”. Si, questo mi piace, e quando leggo che la frase è di Nelson Mandela, tutte le definizioni negative che vedo sui dizionari italiani scompaiono, perdono ogni significato. Quindi questa è l’importanza dei sogni, e per funzionare devono essere seguiti da impegno, perseveranza, lavoro ecc ecc. Senza rimangono dei semi sull’asfalto. Ma se volessimo togliere i sogni dall’equazione, allora rimarrebbe solo duro lavoro senza uno scopo. Impegno per cosa? Tanta strada per arrivare dove? Spero ceh tu condivida con me questa visione dei sogni, anche se, lo so, ci sono molte persone che preferiscono dare a me e a chi la pensa come me del “illuso, visionario (usato con disprezzo), fanfarone, fomentatore di illusioni” e chi più ne ha più ne metta.

Fatta questa doverosa premessa sull’importnza dei sogni, torniamo ora alla nostra domanda di partenza: chi è un ladro di sogni? E’ un adulto che, volontariamente o no, consapevolmente o meno, limita i giovani, abbassa loro le asticelle, fornisce loro alibi e scuse per non impegnarsi, molto spesso non a parole ma con l’esempio. A volte siamo noi genitori che lo facciamo per evitare ai nostri figli delusioni; di fronte ad una scelta tra un percorso di studi più difficile di un altro, tendiamo ad indirizzare i nostri figli al percorso più facile, perché magari nostro figlio o nostra figlia alle medie non ha dimostrato di essere tra i migliori. Ecco, un ragionamento del genere (molto accuditivo) rischia di diventare soffocante, soprattutto nel momento in cui lo usiamo contro la volontà dei nostri figli, nel caso in cui loro invece tendano alla scelta del percorso più complicato. Non esiste percorso peggiore di quello che non piace loro. Vale per i nostri figli e vale per noi allo stesso modo. Certo lo so, non sempre loro sanno cosa vogliono (altrimenti io sarei disoccupato :-)) ma ora mi riferisco a quei casi in cui loro sanno, hanno anche il coraggio di dire cosa vogliono, ma noi vorremmo consigliare qualcosa di diverso. Intanto se sei in questa situazione, cioè tuo figlio o un tuo studente ti ha confidato il suo desiderio, che sia tu insegnante o genitore i miei complimenti, ottimo lavoro! Significa che hai la sua fiducia. Detto ciò, il danno che facciamo per “proteggerli”, abbassando le asticelle o comunque spingendoli in direzioni diverse da quella che hanno scelto, rischia di diventare molto serio.

Il messaggio che mandiamo non è “ti voglio bene e non voglio che tu vada in contro a delusioni” (che tu debba studiare troppo, prendere brutti voti, ripetere anni scolastici ecc) ma “non credo che tu possa farcela e, ancora peggio, non ti do nemmeno la possibilità di provarci”!

Perdere o vincere nella vita è un’abitudine. L’abitudine a vincere – qualsiasi cosa possa significare per i nostri figli – la possono imparare solo passando attraverso le difficoltà, i loro fallimenti, le ripartenze, il loro impegno. Le asticelle basse servono solo a far strisciare noi e loro. Il “non si è mai arreso” di cui parla Mandela è proprio questo: nonostante i sacrifici, i fallimenti, le notti insonni, il lavoro duro.

Ma perché, mi chiederete ora, abbassare le asticelle può aumentare la dispersione scolastica? In teoria dovrebbe diminuirla: sono più sicuro che mio figlio termini gli studi in una scuola/facoltà più semplice, non il contrario! Certo, pensiero logico, ma sbagliato. Non tiene conto di un aspetto che è ancora più importante della facilità o difficoltà di un percorso. L’aspetto che si trascura è il “perché”: perché mio figlio/a vuole fare XYZ? Qui sta la vera unica motivazione. Chi vuole diventare mia figlia? E’ una delle tante voglie passeggere o c’è una motivazione seria dietro? Vuole diventare un dottore/dottoressa perché ha sentito che i dottori “fanno una bella vita” o perché vuole salvare le persone e guarirle? Sono due motivazioni completamente diverse, quelle dell’esempio. La prima è superficiale, non sbagliata, ma comunque non abbastanza profonda e, soprattutto, non abbastanza legata al percorso in questione. Mi spiego meglio: se questa ragazza (penso ad una mia studentessa) volesse iscriversi a medicina per lo status sociale e/o per la professione ben pagata sarebbe un problema. Non perché non sia vero che i dottori possano avere ottimi guadagni e ottimo status sociale, ma per un altro motivo: non sono gli unici! Quindi la mia ipotetica studentessa, alle prime difficoltà, inizierebbe a vedere che “anche gli architetti … anche gli avvocati … anche … ” possono darle quello che sta cercando (ottimi guadagni e ottimo status). E’ chiaro il problema? La motivazione è così superficiale e scollegata dalla facoltà in questione che vacillerà al primo intoppo. Se invece la mia studentessa si rende conto di voler salvare delle persone, alleviare le sofferenze della malattia ecc ecc … beh, vien da sé che non prenderà mai in considerazione architettura, né tantomeno vie meno etiche di guadagnare denaro.


Una volta appurato che nostro figlio o un nostro studente ha una motivazione forte e profonda dobbiamo aiutarlo e supportarlo ad alimentare il suo sogno. Sempre. Nessuno può cambiare il perché di un’altra persona. Nessuno dovrebbe rubare i sogni a chi li ha, tanto meno ai giovani!

Ricordo con piacere una giovane influencer che ho trovato su instagram anni fa, non appena ho iniziato a lavorare al mio metodo per studenti: questa ragazza aveva tentato di entrare a medicina ripetute volte, in università e città diverse e raccontava online la sua odissea. Incoraggiava i giovani a insistere per i propri sogni e fare come lei che non si era arresa e alla fine era entrata a medicina. Ora per fortuna è stato abolito l’esame tanto contestato di ammissione a medicina, ma allora c’era ancora. E subito la mia vocina critica (come forse la tua) ha fatto un appunto “ma se ci ha messo così tanto ad essere ammessa, diventerà mai una buona dottoressa?” Certo, certo che sì! Senza entrare nel merito del test – che a parere di molti era completamente scollegato dal valutare il potenziale di uno studente – anche ammesso che lo fosse, misurava lo stato di preparazione della ragazza quel giorno, quell’anno. Chi può dire che non avesse semplicemente studiato ancora abbastanza? O nel modo giusto o nella scuola superiore più adatta? Tutto irrilevante. Quello che invece è rilevante à la determinazione che questa ragazza ha messo nel conseguire il suo obiettivo di diventare una dottoressa. Chissà quanti ladri di sogni ha incontrato, tra i conoscenti, gli amici, magari a casa, tra ex professori! Lei è andata avanti! Lei non studierà per prendere voti, lei studierà per imparare, per diventare la miglior versione di se che è possibile. La miglior dottoressa possibile. E ti dirò di più: se mai (faccio gli scongiuri) io dovessi trovarmi in un pronto soccorso ad aver bisogno di essere rianimato, vorrei che ci fosse lei! Perché sono sicuro che farà tutto il possibile per rianimarmi, e un pò come nei film, continuerà anche quando i colleghi abbandoneranno le speranze. Capisci cosa intendo per motivazione profonda? E nessuno dovrebbe mettersi tra un giovane e i propri sogni.

Ora da bravo veggente sento qualche lettore che pensa: si ma mio figlio vuole fare l’astronauta o …(metti tu qualcosa che per te è impossibile). Vedi, il punto è che se è veramente impossibile non ci riuscirà, ma avrà dedicato il suo tempo e il suo impegno a coltivare il suo sogno. Non significa che devi mantenerlo per forza mentre cerca di farsi assumere alla NASA, o continua a fare provini ad XFaktor. Significa che troverà lui la strada, lunga e tortuosa quanto vuoi ma SUA. Non tua, non mia. E’ il percorso che conta, non la destinazione. Il percorso ci forma. La destinazione, solitamente, è la conseguenza del lavoro fatto per raggiungerla. Ti ho sentito “ma mio figlio è un metro e cinquanta e vuole andare a giocare nella nazionale di basket”. Una cosa è fargli notare che non ha la statura dei giocatori di basket, e che ha poche pochissime possibilità di realizzare quel sogno, lasciandogli fare i suoi allenamenti di basket. Un altro conto è – esagero – dirgli che è ridicolo tutte le volte che prende una palla da basket in mano, o peggio, impedirgli di andarsi ad allenare a basket. Che diventi un professionista o no, che si tenga il basket tutta la vita come hobby o che lo lasci per un altro sport poco cambia, se è lui a deciderlo. Tutto l’impegno che ci metterà per raggiungere il suo sogno lo farà crescere, lo farà maturare, gli farà aprire gli occhi e magari rendersi conto che per come è (la sua statura) ha uno svantaggio rispetto ad altri, in quel particolare sport. Discuto spesso su questo punto con genitori e insegnanti. La questione è delicata, ma vedi, se io fossi nato senza braccia non mi sarebbe mai venuto in mente di ballare. Si, hai letto bene, esempio forte ma utile. RIpeto “se io fossi nato senza braccia non mi sarebbe mai venuto in mente di ballare” cone se fossi un metro e venti di statura non i sarei mai messo a giocare a basket. Io. Invece a Simona Atzori piaceva ballare da bambina, e balla, tra le altre mille cose che fa, nonostante sia nata senza entrambe le braccia. Si, è così. Quindi? Chi siamo noi per dire ad una persona cosa può o non può fare? Chi decide quanto è “troppo basso” o “troppo alto”? Chi può dire con certezza qual’è il vero confine tra sogno e illusione? Spero che questo esempio possa aiutare te come aiuta me a non giudicare, a non limitare le aspettative le speranze e i sogni di nessuno, tantomeno dei giovani.

Ti saluto con un “grazie” per aver letto fin qui, ti auguro di essere da esempio e da faro per tutti i giovani, che siano figli, studenti, conoscenti che conosci. Aiutiamo i giovani a crescere.

Buoni Ponti*



Nel prossimo articolo, amenochè non arrivino da voi commenti, richieste, suggerimenti diversi, parlerò di un’altra causa di dispersione che si “nasconde” dietro altre cause, che invece sono molto spesso solo suoi sintomi…

 

*”Buoni Ponti” è il mio augurio, che tu possa costruire tutti i ponti che desideri, che ti portino ai tuoi sogni, pilastro dopo pilastro, mattone dopo mattone.

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